Chiesa di S. Giorgio

La prima traccia di una chiesa il quel di Collalto si rinviene nel testamento del conte Alberto in partenza per una crociata in Terra Santa. Il nobile dona venti masserizie ad ecclesia de Collalto. Il testamento del nobile collaltino perviene in copia tardosettecentesca ed è datato 1138.

È ipotizzabile che l’edificazione della prima chiesa di Collalto sia stata concomitante a quella del castello (1110) e che si trovasse all’interno del centro fortificato, nei pressi della rocca.

A partire dalla metà del Duecento, alla chiesa di Collalto viene dato il patrocinio dell’ordine militare degli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme (fondato nel 1120), ma in un documento testamentale del 1348, riportante i voleri della contessa Chiara da Camino, la chiesa di Collalto viene messa sotto la protezione di San Giorgio.

Da documentazione del 1356, si può cogliere la presenza di due chiese a Collalto: una intitolata a San Giorgio ed un’altra a San Prosdocimo.

Da secoli ormai, e fino ai nostri giorni, la chiesa parrocchiale di Collalto è dedicata solamente al culto di San Giorgio.

Della presenza della reliquia delle “Sacre Spine” nella chiesa di San Giorgio si trova traccia nei resoconti settecenteschi delle visite pastorali, compiute dai vescovi della diocesi a Collalto. La chiesa conserva anche reliquie della Beata Giuliana di Collalto.

Demolita verso la metà del IX° Secolo perché poteva contenere solamente 300 fedeli a fronte di una popolazione di 700 abitanti, la chiesa di San Giorgio venne riedificata a partire dal 1851 e la consacrazione del nuovo edificio di culto avvenne nel 1857 a cura del vescovo Manfredo Bellati.

La chiesa, come il castello ed il borgo, cadde sotto il fuoco della Grande Guerra.

Dopo le distruzioni del primo conflitto mondiale, tra il 1926 e il 1927, su disegno dell’architetto Domenico Rupolo, venne eretta l’attuale chiesa parrocchiale.

Uno storico parroco di Collalto è stato don Pietro Battistella (per tutti don Piero) che ha retto la chiesa di San Giorgio per una quarantina d’anni.

Da sempre la popolazione è stata molto legata alla sua chiesa, ma dai primi anni Settanta la comunità di Collalto ha posto in essere una serie continua di opere conservative, di manutenzione, di restauro e di ammodernamento della parrocchiale legate da un unico, originale filo conduttore. Nell’estate del 2002 è stato collocato un prezioso organo meccanico dietro l’altar maggiore.

Il 10 ottobre 2010, alla presenza del Vescovo della Diocesi di Vittorio Veneto Mons. Corrado Pizziolo, è stato inaugurato il nuovo restauro.

Su progetto dell’architetto vittoriose Carlo Piccin, il restauro ha toccato tutte le parti dell’edificio sacro ed in particolare la copertura e il soffitto a cassettoni lignei che versavano in precarie condizioni. Il restauro, durato circa 2 anni, ha interessato anche gli impianti elettrico e di riscaldamento (vedi la brochure del restauro curata dall’associazione Festeggiamenti Collalto).

La cerimonia è stata aperta dalla benedizione del Vescovo e da alcuni brani della corale di Collalto; poi le autorità, il progettista e un intervento musicale del maestro Gian Luigi Borsoi all’organo, anch’esso restaurato.

La chiesa di San Giorgio conserva al suo interno numerose opere d’arte e reliquie religiose.

Due statue in legno, del Seicento, ornano l’altare maggiore della chiesa parrocchiale; una grande pala d’altare raffigurante San Giorgio nell’atto di uccidere il drago è opera del pittore coneglianese Guido Pini.

Di grande pregio e impatto visivo è la «Trasfigurazione» realizzata dal pittore Giuseppe (Bepi) Modolo sulla retrofacciata della chiesa, sopra il portale d’ingresso.
Altre due opere del Modolo impreziosiscono le navate laterali della chiesa.

Al centro del presbiterio è collocato un altare in legno di ulivo e olmo realizzato dallo scultore di Collalto Pietro Stefan.

Numerose sono anche le reliquie custodite nella parrocchiale, a cominciare dalle «Sacre Spine», che la leggenda vuole abbiano cinto il capo del Cristo e siano state portate direttamente dalla Terra Santa dai Crociati partiti da Collalto.

In un piccolo reliquiario a tabacchiera è custodita invece una falange della Beata Giuliana di Collalto ed altre reliquie vengono attribuite a Sant’Antonio da Padova (due), a San Gregorio, a San Prosdocimo ed un’ultima porta la scritta «Ex velo B.V.M.».

Nella parrocchiale sono custodite anche la corona dove appoggiò il capo Beata Giuliana di Collalto, il suo guanciale ed una parte dell’abito di monaca che portò in vita e con il quale morì nel 1262.